Tetano nel cane e gatto: sintomi e cosa fare

cane gatto

Anche cane e gatto possono prendere il tetano. Tuttavia c’è da dire che sono maggiormente resistenti rispetto all’uomo o ai cavalli. Anzi: il gatto è particolarmente resistente al tetano. Diciamo comunque che si tratta di una malattia rara, che però è da tenere in considerazione nel caso della comparsa di determinati sintomi. Ecco dunque cause, sintomi, diagnosi e terapia del tetano.

Cause del tetano

Il tetano è una malattia neurologica provocata dal batterio Clostridium tetani. Più precisamente a causare la patologia è una neurotossina prodotta da questi batteri gram-positivi, anaerobi e sporigeni. Il batterio nelle sue forme vegetative è in grado di produrre due tipi di tossine:

  • tetanolepsina: non particolarmente patogena
  • tetanospasmina: quella che provoca i sintomi neuromuscolari

Ma come fanno cani e gatti a infettarsi? Beh, le spore di solito entrano nell’organismo tramite ferite profonde e penetranti. Qui, l’ambiente anaerobio, la presenza di altri bateri o anche la formazione di ascessi fanno sì che le spore germinino e producano le tossine. Sono quest’ultime a provocare i sintomi. È descritto anche il tetano neonatale per contaminazione del cordone ombelicale, mentre il tetano non può essere contratto per via orale in quanto i succhi gastrici sono capaci di distruggere le spore.

La neurotossina in pratica blocca il rilascio dei neurotrasmettitori inibitori a livello del sistema nervoso centrale provocando uno spasmo muscolare continuo. Inoltre la tetanospasmina agisce anche a livello delle giunzioni neuromuscolari e del sistema nervoso autonomo.

Sintomi del tetano nel cane e gatto

Dal momento in cui le spore entrano nelle ferite, ecco che il periodo di incubazione va da 5 giorni a 3 settimane: più la ferita è vicina al sistema nervoso, più veloce sarà la comparsa dei sintomi. Occhio che nel cane anche ferite apparentemente piccole possono essere fonte d’ingresso per le spore. Nel gatto, invece, essendo più resistente al tetano, le ferite devono essere molto grandi per costituire fonte di contaminazione.

Il tetano può manifestarsi in due forme nei cani e gatti. La prima è la forma localizzata, quella più frequente visto che sono più resistenti alla tossina. Come sintomi di tetano localizzato abbiamo:

  • arti anteriori o posteriori rigidi, estesi (a volte un solo arto, a volte entrambi)
  • presenza di una ferita limitrofa

La seconda forma è quella generalizzata:

  • tutti e quattro gli arti sono rigidi, estesi, con posizione a cavalletto (la stazione è a base ampia)
  • reazioni posturali mantenute, assenti i riflessi spinali
  • sintomi intracranici con spasmo muscolare aumentato a tal punto che l’animale non riesce più a stare in piedi
  • enoftalmo
  • procidenza della terza palpebra
  • fronte corrugata e orecchie che si avvicinano per contrazione della muscolatura della faccia
  • “riso sardonico” con trisma della mandibola
  • tachicardia
  • scialorrea
  • spasmo della laringe
  • disfagia
  • ritenzione urinaria
  • stipsi
  • ipertermia
  • spasmi muscolari scatenati da rumori o anche dal fatto di toccare l’animale
  • vocalizzazioni da dolore a causa della contrazione dei muscoli
  • convulsioni
  • insufficienza respiratoria per spasmo della muscolatura respiratoria, della laringe o anche paralisi centrale
  • morte

La coscienza di solito è mantenuta fino alla fine. Il tetano può poi essere una complicanza anche di gravidanza, parto (è una delle cause di morte del feto) o anche dopo interventi chirurgici.

Diagnosi

Solitamente il tetano viene diagnosticato in base ai sintomi associati alla presenza di ferite recenti. A livello di esami del sangue si ha aumento dei neutrofili e degli enzimi muscolari. Esami più specifici possono richiedere la ricerca anticorpale, mentre difficile isolare il C. tetani dalle ferite in quanto è presente di solito in basso numero.

La diagnosi differenziale va fatta nei confronti di:

  • Neospora
  • tumori
  • carenza di vitamina B12
  • encefaliti
  • avvelenamenti da piombo o stricnina
  • ipoglicemia
  • ipocalcemia
  • disturbi congeniti

Terapia del tetano di cane e gatto

La prognosi del tetano nei nostri animali è sempre riservata. La terapia richiede un’ospedalizzazione: senza cure l’animale muore. Non esiste il siero iperimmune specifico per cani e gatti, si deve usare o quello dei cavalli o dell’uomo. Il siero funziona se somministrato a inizio dei sintomi, ma purtroppo come effetto collaterale può avere anche lo shock anafilattico.

Bisogna poi fare terapia antibiotica con penicillina G e metronidazolo per uccidere i batteri rimasti nella ferita. Ovviamente vanno trattati tutti gli altri sintomi, incluse le convulsioni. Potrebbe essere necessaria anche la somministrazione di ossigeno.

I soggetti che guariscono ci mettono anche 3 settimane prima di essere dichiarati fuori pericolo. Non esiste un vaccino antitetanico per cani e gatti.

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