Gravidanza gatto: cosa fare e cosa non fare quando la gatta sta per partorire

gatta gravidanza

La gravidanza del gatto dura in media 60 giorni, ma può variare dai 58 ai 67 giorni. Durante gli ultimi 15 giorni di gestazione, vedrete l’addome aumentare di volume, così come anche le mammelle. Premendo delicatamente i capezzoli, uscirà del latte, segno che si avvicina il momento del parto. Quello di cui vogliamo parlarvi oggi, però, è un argomento molto specifico: cosa fare e cosa non fare quando la gatta sta per partorire. Il tutto sfatando anche dei miti e delle leggende metropolitane.

Miti e leggende metropolitane sul parto della gatta

Ci sono alcuni miti e leggende metropolitane da sfatare sulla gravidanza e sul parto della gatta. È fondamentale togliersi dalla mente queste falsità per evitare di continuare a vedere arrivare dal veterinario gatte che sono tre giorni che stanno cercando invano di partorire al grido di “Ma tanto i gatti fanno tutto da soli”. Ebbene no, non è così. È vero, la maggior parte delle volte succede così, ma il problema è quella certa percentuale di gatte che da sole non riescono a portare a termine il parto.

Scarsità di contrazioni, altre patologie presenti non conosciute, cuccioli incastrati di traverso nel canale del parto, troppo tempo passato dalla rottura delle acque al momento del transito del primo cucciolo fanno sì che la gatta non riesca a partorire.

Altro mito da sfatare è che la madre si prenderà sempre e da subito cura dei gattini. Anche qui nella maggior parte dei casi è vero, ma c’è una piccola percentuale di gatte che ignorerà i micini. Gatte troppo giovani, primipare inesperte, micini poco vitali, ambiente troppo rumoroso o poco tranquillo possono spingere la madre a decidere di non allattare i micini. Toccherà dunque a voi essere pronti a provvedere alle cure e alla nutrizione dei micini (e non lasciarli due giorni al freddo a digiuno, salvo poi portarli in fin di vita dal veterinario quando ormai sono ipotermici e ipoglicemici da ore o giorni).

Cosa fare quando si avvicina il momento del parto della gatta?

Man mano che si avvicina il momento del parto della gatta, dovreste fare alcune cose:

  • preparare diversi ambienti della casa tranquilli dove la gatta possa scegliere di partorire. Disseminate delle scatole con i bordi rialzati (per evitare che i cuccioli, una volta nati, possano uscire fuori accidentalmente) e diversi stracci che la gatta potrà usare per crearsi il nido
  • contattare il veterinario per avere informazioni su come cambiare l’alimentazione nelle ultime fasi di gravidanza e durante l’allattamento, sulla frequenza dei controlli ecografici da fare e su cosa fare nel caso qualcosa andasse storto
  • portare regolarmente la gatta dal veterinario a fare i controlli previsti, sempre più frequenti man mano che si avvicina il momento del parto (quell’ecografia fatta un mese fa non può certo dirvi come stiano la gatta e i micini in questo momento)
  • dopo la rottura delle acque, se entro due ore non è nato il primo cucciolo, qualcosa non va e bisogna contattare subito un veterinario (se il vostro in quel momento non è reperibile perché magari la gatta ha deciso di partorire di notte o se perché sta cercando di partorire dal mattino e voi avete aspettato le 19 di sera per decidervi a chiamare, chiamate un Pronto Soccorso veterinario che sia aperto 24 ore su 24). Questo perché dopo due ore, i liquidi che servivano a lubrificare il canale del parto si sono ormai asciugati e a causa dell’attrito il cucciolo non riuscirà più a passare, bloccando il parto
  • se vedete a fine parto o anche durante la gravidanza perdite di sangue o anche perdite verdastre, non è mai normale, qualcosa è andato storto. Nel primo caso potrebbe trattarsi di una aborto, nel secondo di una piometra

Gravidanza gatto: cosa NON fare al momento del parto

Ci sono alcune cose da NON fare quando si arriva al parto:

  • saltare i controlli previsti, “tanto la gatta sta bene”, salvo poi scoprire che nel frattempo la gatta è andata in sovraparto, i feti sono morti e la gatta rischia una setticemia con piometra
  • lasciare la gatta in travaglio per tre giorni al grido di “ma tanto fanno da soli”. No, tre giorni di travaglio non li si augura a nessuno. Anche senza essere medici, se la gatta inizia a partorire, rompe le acque e dopo qualche ora non nasce nulla, il dubbio che ci sia qualcosa che non va dovrebbe venire. Idem se al posto di vedere nascere dei cuccioli si vedono perdite di sangue copiose o perdite verdastri o maleodoranti. Lascereste una donna in travaglio per 3 giorni? No. Dunque perché lasciare una gatta in quelle condizioni? È ovvio poi che i cuccioli muoiono e lei rischia la vita
  • i piccoli sono nati, ma la madre non li allatta? La madre cerca di allattarli, ma non ha latte? La madre non c’è più? I micini non possono rimanere a digiuno troppo tempo, dovrete attrezzarvi con del latte in polvere per gattini e nutrirli voi ogni due ore, giorno e notte. Gattini neonati in ipoglicemia e ipotermia muoiono rapidamente se non correttamente nutriti e riscaldati

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Foto di Jonathan Sautter da Pixabay

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