Herpesvirus felino: sintomi della rinotracheite virale del gatto

gatto starnuto

Fra le malattie virali respiratorie del gatto presenti anche nel classico vaccino trivalente abbiamo l’Herpesvirus felino, responsabile della rinotracheite virale del gatto con congiuntivite. Si tratta di una malattia infettiva contagiosa provocata dall’Herpesvirus felino tipo 1 o FHV-1. Molto spesso questo virus si presenta contemporaneamente insieme ad altri agenti patogeni come il Calicivirus felino, la Chlamydia o la Bordetella bronchiseptica. Insieme provocano la malattia respiratoria felina.

Caratteristiche del virus

L’FHV-1 appartiene alla famiglia Herpesviridae, genere Varicellovirus. È un virus a DNA con envelope glicoproteico che infetta gatti domestici, ghepardo, leopardo, tigre e lince rossa. Come virus è sensibile ai solventi lipidici e viene inattivato con temperature di 56 gradi. Resiste invece alla refrigerazione e al congelamento.

Modalità di trasmissione e patogenesi

Le principali modalità di trasmissione sono:

  • contatto con gatti infetti
  • contatto con oggetti o indumenti infetti
  • contagio verticale durante la gravidanza

Il virus viene eliminato all’esterno tramite secrezioni oculari, nasali e faringee di gatti malati in forma acuta o anche da soggetti portatori. Inoltre il virus è capace di rimanere latente nelle cellule per lunghi periodi (in questa fase è rilevabile solo tramite PCR, le altre metodiche diagnostiche non funzionano).

A differenza di quanto accade col Calicivirus, nei gatti portatori l’escrezione del virus non è continua, ma intermittente e avviene solamente durante le fasi di riattivazione del virus. La riattivazione del virus in soggetti portatori avviene a seguito di stress:

  • terapie con cortisonici
  • gravidanza
  • allattamento
  • trasferimento (traslochi, viaggi per andare in vacanza, viaggi per andare a mostre…)
  • presenza di altre malattie che provocano immunodepressione
  • presenza di altri patogeni della malattia respiratoria felina

La riattivazione impiega 4-11 giorni a manifestarsi e andrà avanti anche per 10 giorni. I gattini si immunizzano assumendo il colostro materno, anche se i livelli di anticorpi per questo virus sono bassi e si riducono dopo 10 settimane. Gatti che sono stati malati in precedenza possono sviluppare una forma di immunità, ma leggera. Inoltre questa protegge dalla malattia, non dall’infezione.

Sintomi dell’Herpesvirus felino

Il periodo di incubazione medio è di solito di 2-6 giorni, anche se in alcuni casi è più lungo. La forma acuta dell’herpesvirosi del gatto ha come sintomi:

  • starnuti
  • scolo nasale e oculare
  • febbre
  • anoressia
  • congiuntivite (sierosa all’inizio poi mucopurulenta per complicanze batteriche)
  • ulcere sulla cornea
  • cheratite
  • simblefaron (palpebre che si saldano fra di loro o con la cornea)
  • prolasso della ghiandola della terza palpebra
  • croste intorno a occhi, narici e su orecchie
  • rare ulcere cutanee o orali (più tipiche del Calicivirus)
  • dermatite
  • sintomi neurologici

Nelle forme croniche possiamo avere:

  • dermatite erpetica su muso, tronco e cuscinetti plantari (talvolta anche stomatiti e gengiviti)
  • aborto

La guarigione avviene dopo 2-3 settimane, ma spesso si hanno riattivazioni del virus e sviluppo di forme croniche con danno persistente a vita. Questo vuol dire che questi gatti potrebbero sviluppare riniti, sinusiti e congiuntiviti croniche.

Diagnosi e terapia della rinotracheite virale del gatto

Dai soli sintomi non si può emettere diagnosi di certezza di rinotracheite virale felina. Se si vuole conoscere il nome esatto dell’agente patogeno bisogna effettuare tamponi congiuntivali o oro-faringei (attenti ai falsi negativi) per l’isolamento virale, l’IFI (non funziona bene sulle forme croiche) o la PCR. La ricerca anticorpale non è utile, soprattutto a causa delle forme latenti e dell’interferenza con i vaccini.

Per la terapia, essendo una forma virale non esiste terapia specifica. Solitamente si attua terapia di sostegno curando i sintomi, ricorrendo a fluidoterapia e nutrizione forzata nei casi gravi di anoressia. Non esistono neanche antivirali specifici, mentre nelle forme acute gravi si può usare l’interferone omega felino. Possibile l’uso di integratori a base di lisina, mentre gli antibiotici sono utili solamente in caso di sovrinfezione batterica secondaria. E il cortisone? A dosaggi minimi, viene usato soprattutto sotto forma di aerosol per ridurre la rinite.

Come in tutti i casi del genere, meglio prevenire che curare. Questo viene fatto vaccinando regolarmente il gatto. Solitamente si usano vaccini attenuati, il classico trivalente associato a calicivirosi e panleucopenia virale felina. Il primo vaccino andrebbe fatto a 8 settimane, seguito da un richiamo dopo 1 mese e poi con richiami annuali. Il protocollo vaccinale può variare a seconda delle indicazioni del veterinario o in base ai rischi epidemiologici locali.

Quanto beve un gatto?

Foto di Светлана Бердник da Pixabay

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15 risposte

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