Calicivirosi felina: sintomi e terapia

gatto calicivirosi

Fra le malattie vaccinali del gatto, presenti nel classico vaccino trivalente, oltre alla Panleucopenia virale felina troviamo anche la Calcivirosi felina. Questa malattia virale provocata da un Calicivirus, provoca la formazione di ulcere sul muso e nella bocca del gatto, oltre a poter provocare una forma di polmonite. Ma andiamo a vedere sintomi, diagnosi e terapia.

Calicivirosi felina: cause e modalità di trasmissione

Il Calicivirus è uno degli agenti eziologici maggiormente coinvolti nelle malattie delle prime vie aeree del gatto. È un virus a RNA con un unico sierotipo, ma diversi ceppi variamente patogeni. Non ha envelope, quindi resiste ai solventi lipidici, mentre iene inattivato dall’ipoclorito di sodio (la candeggina in pratica).

La via di trasmissione principale è il contatto diretto con gatti o in fase acuta o con gatti portatori. Sono colpiti soprattutto i gatti di età compresa fra i 2 e i 12 mesi. Il vero problema della Calicivirosi sono i gatti portatori: si tratta di gatti asintomatici che continuano a eliminare comunque il virus, contribuendo così alla diffusione della malattia. A differenza, poi, di quanto accade con l’Herpesvirus felino, l’eliminazione del virus non viene influenzata dallo stress.

Circa la metà dei gatti infetti può continuare a eliminare il virus anche per tre mesi, mentre ci sono gatti asintomatici che rimangono portatori a vita.

Possibile, poi, anche la trasmissione indiretta tramite oggetti contaminati o per via fetale.

Sintomi dell’infezione da Calicivirus nel gatto

Una volta entrato nell’organismo per via oro-nasale, il Calicivirus (acronimo FCV) replica prima nelle tonsille e poi nell’apparato respiratorio. La prima viremia dura 3-4 giorni, mentre una seconda viremia contribuisce a diffondere il virus anche in altri organi. L’eliminazione del virus avviene tramite il naso, per via orale, per via oculare, tramite feci e urine.

Solitamente il virus provoca vescicole o ulcere sul muso o in bocca, soprattutto sulla lingua. Tuttavia sono segnalati anche casi di polmonite e zoppia. Mentre la forma subclinica è rara, più frequentemente si vede la forma acuta con questi sintomi:

  • anoressia
  • febbre
  • scolo nasale
  • starnuti
  • tosse
  • dispnea
  • congiuntivite
  • blefarospasmo
  • scolo oculare
  • chemosi
  • ulcere in bocca
  • gengivite
  • stomatite

Forme più gravi si registrano in pazienti immunodepressi che abbiamo altre forme virali in corso come FIV o FeLV. Anche sovrinfezioni batteriche secondarie possono complicare il decorso.

In realtà la gravità e la tipologia di sintomi variano molto anche a seconda del ceppo virale e dell’età del paziente. Per questo motivo vengono segnalati anche altri sintomi:

  • aborto
  • enterite
  • problemi alle basse vie urinarie
  • gengivite e stomatite cronica
  • polmonite
  • zoppia con iperestesia e dolore articolare (limping syndrome)
  • polipi infiammatori rinofaringei con otite media
  • dermatite facciale con ulcere ed erosioni

Calicivirosi sistemica

È stata anche segnalata una forma di grave Calicivirosi sistemica: colpisce i gatti adulti regolarmente vaccinati. Il problema è che questa forma causa sintomi molto gravi. Il periodo di incubazione varia da 1 a 12 giorni e provoca:

  • anoressia
  • febbre
  • dolore articolare
  • ulcere in bocca
  • sindrome infiammatoria sistemica
  • CID
  • insufficienza multiorgano
  • morte

Il tasso di mortalità è superiore al 60%.

Diagnosi e terapia della Calicivirosi nel gatto

La diagnosi avviene tramite i sintomi e il rilievo del virus in laboratorio (isolamento virale, IF, PCR, sierologia) per differenziarlo da patologie con sintomi simili come:

  • Herpesvirosi
  • Chlamydiosi
  • infezione da Bordetella

In caso di patologia del tratto respiratorio superiore del gatto è, poi, possibile che questi agenti eziologici siano variamente combinati fra di loro.

Non esiste terapia per questa infezione trattandosi di una forma virale. Solitamente si attua terapia di sostegno comprensive di idratazione, nutrizione forzata (i gatti durante la fase acuta non sentono gli odori e smettono di mangiare), vitamine, antidolorifici e antibiotici per parare eventuali sovrinfezioni batteriche secondarie che possono aggravare i sintomi. Per quanto riguarda l’uso dell’interferone, serve a prevenire l’infezione delle cellule sane e velocizza il decorso.

Importante è prevenire la malattia facendo vaccinare regolarmente i gatti.

Come capire se un gattino è maschio o femmina?

Foto di Светлана Бердник da Pixabay

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10 risposte

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